A CURA DI: Dott.ssa Maria Colli
IL FOTOLINGUAGGIO COME METODO PSICODINAMICO DI MEDIAZIONE NEI GRUPPI
Il metodo del Fotolinguaggio nasce nel 1965 dall’idea di un gruppo di psicologi lionesi che lavorava con ragazzi che faticavano a comunicare le proprie esperienze e a condividerle in gruppo. Ricevevano dunque la possibilità di dare un supporto alla parola attraverso le immagini. Il metodo è stato poi adattato all’ambito clinico e psicoterapeutico dalla Dott.ssa Vacheret.
Oggi rappresenta una modalità efficace di lavoro all’interno dei gruppi, dove le fotografie fungono da oggetti mediatori, permettendo di fronteggiare situazioni di difficoltà o di conflitto in modo metaforico, piuttosto che in maniera aggressiva e senza un alleato adeguato per esprimersi. Si tratta di un lavoro che può essere utile per gruppi di ragazzi adolescenti, col fine di sviluppare competenze quali: l’espressione di sé, il rispetto del punto di vista dell’altro, il dialogo su una data tematica, la possibilità di elaborare un momento di impasse, e la costruzione di confronti positivi all’interno del gruppo per migliorarne il benessere generale.
I pilastri del metodo sono: la domanda posta ai partecipanti, che funge da starter, e la successiva scelta individuale delle fotografie tra quelle proposte. Si avvia poi una fase di condivisione della scelta da parte di ciascun membro all’interno del gruppo, cui segue uno scambio verbale rispetto alle presentazioni fatte, durante il quale ci si scopre simili e differenti.
Il Fotolinguaggio come metodo psicodinamico di mediazione nei gruppi
A CURA DI: Dott.ssa Maria Colli